L'essenza del fan | binario82counseling

L’essenza del fan

By April 7, 2019pensieri e racconti

Un fan per me rappresenta,

la fortuna di aver saputo individuare un artista come punto chiave di risposte e confronto.

In un mondo che spesso si perde nella ricerca di un’effimera felicità, senza assumersi la responsabilità di crearsela, giudicando e invidiando chi in qualche modo riesce ad essere se stesso, nella sua unicità.

Essere fan è avere qualcosa che ti appassiona, facendoti sentire vivo.

Avere una meta da raggiungere con la gioia nel cuore, senza alcuna fatica  fossero chilometri e chilometri.

È sapere che qualcuno ti aspetta e che il suo spettacolo ha senso, perché può esistere solamente, se tante persone sono lì come te, è uno scambio reciproco di stima e amore.

È conoscere altri individui, diversi da te, ma che in qualche modo senti di conoscere da sempre, poiché esiste un collante che vi lega.

È il rispetto di stare insieme condividendo una motivazione forte.

È la consapevolezza che l’artista non è “tuo”, non è una relazione di coppia, intima e da proteggere, di cui in qualche modo essere gelosi.

È tanto di più.

È l’amore incondizionato, quello vero che va oltre tutto e tutti.

È sapere che il tuo artista è seguito, apprezzato e condiviso, da tante persone che per storie ed esperienze diverse, ritrovano in lui qualcosa di se.

È essere felice di sapere che ha una platea che lo accoglie all’apertura del sipario e che questo lo ripaga di ogni sforzo,  sacrificio, dandogli una ragione per cui vale la pena continuare e continuare.

Io quando raggiungo Enrico Ruggeri mi sento così.
Quando riesco con sacrificio, in mezzo alle tante difficoltà della vita, a mettermi in viaggio, sono felice e certa che mi sta aspettando.

Come ogni altro fans che parte dalla sua destinazione, mettendosi in cammino.

Sono emozionata per lui, quando siamo in tanti, osservo la gioia di chi mi circonda, senza un briciolo di giudizio, certa che qualcosa di profondo ci accomuna tutti.

Quando lo aspettiamo siamo un gruppo incredibile.

Sotto al palco ritorno bambina, mi sento libera, sono me stessa fino all’ultima cellula.
Come altro posso esprimere il concetto di felicità?

Lui è lì per noi e noi lì per lui, diventiamo qualcosa di unico che stenta a trovare un nome per descriverlo.

Lo seguo dall’88, da quando ancora ero una bambina che attraversava una separazione dei genitori, sentendosi nel profondo sola e piena di domande senza risposta.

Provando quelle sensazioni di dolore che nessun bambino dovrebbe sentire, poiché è piccolo ed in quanto tale dovrebbe vivere nella spensieratezza e nel gioco.

Attraverso la scoperta casuale della musica e dei testi di Enrico Ruggeri, improvvisamente ho iniziato a non sentirmi più sola, mi sono rifugiata in lui, come in una figura di riferimento che non mi avrebbe lasciata mai.

Non a caso il mio testo preferito di allora è stato “portiere di notte”, come mi dicesse stai tranquilla,
“… Ma la porterò via, non l’abbandonerò,
la renderò partecipe di tutto ciò che ho.
La porterò lontano, per non lasciarla mai
e mi dirà ti voglio per quello che mi dai…”

Da allora è stato presente in tutto, nei momenti bui e in quelli pieni di luce, è diventato un familiare conosciuto, il preferito, quello su cui modellarsi nella crescita.
Oggi sono consapevole di quanto per certi aspetti gli assomiglio, di come ragiono e vivo secondo le sue modalità, le ho assorbite condivise e fatte mie nel tempo.

Per cui essere fan è una grande fortuna se riconosciuta per tale, tutto il resto è noia, il niente.

Sapere riconoscere la felicità è il rispetto per l’altro, l’accettazione, l’empatia, l’assenza di giudizio, la condivisione.
È la forza indissolubile, capace di farti sentire parte integrante di un qualcosa, superiore ad ogni razionalità.

È un linguaggio autentico di cuore e pancia, la comunicazione più incredibile e potente che io conosca.

Buon cammino a tutti i veri fans!

Olivia Giarrè

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